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2016 anno di svolta, tornano a crescere (leggermente) i budget ICT

a cura di Digital4Executive

La ricerca della Digital Transformation Academy del Politecnico di Milano prevede un incremento degli investimenti in Italia dello 0,7%, trainati dalle medie imprese. «È un segnale importante per il nostro Paese nel momento in cui deve sostenere la ripresa economica e recuperare il gap digitale con l’Europa», sottolinea il Responsabile Scientifico Mariano Corso

Il budget ICT delle imprese italiane torna a crescere nel 2016 trainato in particolare dalle medio-grandi imprese, arrivando a toccare un +0,7%.

«Questo è un segnale importante per il nostro Paese che, nel momento in cui deve sostenere la ripresa economica, sconta un gap nella digitalizzazione rispetto al resto d'Europa, con una spesa digitale del 3,6% contro il 5,9% dei Paesi EU27 - ha sottolineato Mariano Corso, il Responsabile scientifico della Digital Transformation Academy del Politecnico di Milano, che ha fornito i dati -. L’innovazione è un fattore culturale e imprenditoriale ancor prima che tecnologico:fare innovazione non è più qualcosa di confinabile nella direzione ICT, richiede una collaborazione dentro e fuori dall’impresa, affiancando alle risorse interne e ai fornitori tradizionali, un ecosistema nuovo di startup, clienti guida e persino competitor».

La ricerca, che ha coinvolto oltre 230 CIO delle principali imprese italiane, ha evidenziato, nello specifico, che in tema di spesa in nuove tecnologie in base alla dimensione aziendale il trend è differente: infatti, le imprese medio-grandi (tra 250 e 1000 dipendenti) prevedono una crescita degli investimenti dell’1,88% e quelle piccole (tra 50 e 250 dipendenti) dell’1,16%, mentre sono pressochè stabili nelle grandi imprese (tra 1000 e 10000 dipendenti) con un +0,14% e addirittura in lieve calo (-0,78%) nelle grandissime imprese (oltre 10.000 dipendenti).

A livello di ambito ICT di investimento quello ritenuto maggiormente prioritario riguarda la Business Intelligence e Big Data Analytics – indicato dal 44% dei CIO Italiani –, seguito dalla digitalizzazione e dematerializzazione (40%) e dai sistemi gestionali e ERP (34%). A crescere è anche la necessità di sperimentare modelli organizzativi per la gestione dell’innovazione: nei prossimi 6 mesi il principale meccanismo sarà l’introduzione di team di progetto dedicati (39%), il 35%, invece, prevede ruoli nelle Divisioni ICT, il 24% i meccanismi interfunzionali, il 21% i tavoli congiunti con enti esterni e il 16% comitati interni. Nel 37% dei casi però le attività non saranno strutturate e ci si affiderà ancora a una gestione occasionale in base alle singole richieste: solo per il 10% per le grandissime imprese contro il 57% per le medie.

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