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Innovare, una necessità e tante possibilità concrete

di Valentina Bucci

Fare emergere la cultura dell’innovazione in ambito digitale in Italia; questo l’obiettivo del contest Digital360 Awards, giunto il 7 luglio alla sua tappa conclusiva: premiati 16 dei 140 progetti innovativi candidati inizialmente, poi ridotti a 39 finalisti (le proposte sono arrivate sia da startup sia da noti brand del settore Ict), scelti da una giuria costituita da 50 Cio delle principali imprese e pubbliche amministrazioni italiane.

Il voto del pubblico

L’evento, che ha visto ZeroUno, per il suo presidio storico della community Cio italiana, come riferimento primario del progetto Awards, è stato anche l’occasione per raccogliere un voto “popolare” da tutto il pubblico presente in sala che ha decretato vincitori tre progetti che ben rappresentano la varietà dei contenuti innovativi che ha caratterizzato gli Awards: terzo classificatoBankSealer, soluzione per l’individuazione delle frodi nel campo del digital banking tramite la modellizzazione del comportamento degli utenti e l’associazione di un grado di anomalia a ciascuna transazione; secondo, Mathesia, una piattaforma realizzata in cloud per mettere a contatto le aziende alla ricerca di innovazione con professionisti (scienziati e matematici sparsi per il mondo) nell’ambito della modellistica, simulazione e data intelligence; primo, Jarvis (azienda Iooota),  PaaS che permette alle aziende che producono beni fisici o servizi di profilare al meglio i propri clienti e garantire un’offerta sempre più mirata.

Cio catalizzatore di innovazione: il Chief Intrapreneurship Officer

Il dibattito durante le tavole rotonde e gli interventi dei relatori hanno fatto emergere interessanti riflessioni su come le aziende stanno muovendosi in un mercato che impone alle imprese di rinnovarsi (pena la mancata competitività), ma offre anche i mezzi per farlo: “Durante questa iniziativa sono stati proposti progetti straordinari con tempi di realizzazione incredibili e costi ragionevoli, fino a poco tempo fa impensabili; iniziative che davvero riescono a dare al business un contributo concreto”, dice Mariano Corso, Direttore Scientifico,Partners4Innovation.
Andrea Rangone, Ceo, Digital360 ha sottolineato l’attuale fase evolutiva della figura del Cio giocando sull’acronimo e ribattezzandolo Chief Intrapreneurship Officer a sottolineare la nuova anima imprenditoriale che questo deve avere: “Il Cio diventa un catalizzatore di innovazione che non è solo evolutiva, di trasformazione dei sistemi, ma anche imprenditoriale”: questi deve in sostanza riuscire a intuire le possibili implicazioni delle trasformazioni tecnologiche sul modello di business dell’impresa e sui suoi sviluppi imprenditoriali.

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